Il Referendum Svizzero sul Contante: Una Battaglia per la Libertà Finanziaria nell'Era delle CBDC
Come bitcoiner convinti, crediamo in Bitcoin come la vera rivoluzione monetaria: una valuta decentralizzata, resistente alla censura e al controllo centralizzato, che un giorno renderà obsolete le fiat currencies gestite da banche e governi.
Ma finché l'adozione mainstream di Bitcoin non diventerà realtà – e siamo ancora lontani da quel momento, con la volatilità, le sfide regolatorie e l'infrastruttura in evoluzione – è di gran lunga preferibile un mondo dove si possono usare i contanti in alternativa al denaro digitale controllato dalle banche o, peggio, alle valute digitali delle banche centrali (CBDC).
I contanti offrono un livello di privacy e autonomia che le CBDC, con il loro tracciamento totale e il potenziale per programmabilità governativa, minacciano di erodere completamente.
In questo contesto, il referendum svizzero dell'8 marzo 2026 rappresenta un'opportunità cruciale per difendere questi principi, almeno nel breve termine.
Cos'è il Referendum dell'8 Marzo 2026?
I cittadini svizzeri saranno chiamati alle urne per votare su due proposte legate al futuro del denaro contante e del franco svizzero.
La prima è l'iniziativa popolare «Sì a una valuta svizzera indipendente e libera con monete o banconote (Il denaro contante è libertà)», depositata da un comitato che vede nel contante un baluardo contro la digitalizzazione forzata.
Questa iniziativa mira a iscrivere nella Costituzione federale l'obbligo per la Confederazione di garantire la disponibilità di monete e banconote in quantità sufficiente, in ogni tempo.
Inoltre, specifica che il franco svizzero può essere sostituito solo con l'approvazione del Popolo e dei Cantoni, rendendo impossibile una transizione unilaterale verso valute alternative, come una CBDC europea o globale.
Il controprogetto diretto, proposto dal Consiglio federale e dal Parlamento come alternativa, è il «decreto federale concernente l’unità monetaria svizzera e l’approvvigionamento in numerario».
Questo testo inserisce nella Costituzione le disposizioni già esistenti nella legge: il franco è l'unità monetaria svizzera e la Banca nazionale svizzera (BNS) è responsabile di garantire l'approvvigionamento in numerario.
A differenza dell'iniziativa, non introduce nuovi obblighi per la Confederazione né specifica quantità "sufficienti" di contante, ma riprende formulazioni collaudate per evitare ambiguità giuridiche.
Il governo raccomanda di accettare il controprogetto e respingere l'iniziativa, considerandola inadeguata nelle sue formulazioni, pur riconoscendo l'importanza simbolica di entrambe le proposte.
Entrambe le opzioni non comportano cambiamenti pratici immediati – la Svizzera già garantisce il contante attraverso la BNS – ma hanno un valore simbolico enorme.
Non creano obblighi per i privati di accettare pagamenti in contante, né diritti individuali a usarlo ovunque.
In caso di approvazione di entrambe, una domanda di spareggio deciderà quale prevale.
Come bitcoiner, l'iniziativa popolare è più robusta: assegna la responsabilità direttamente alla Confederazione, rendendo più difficile per le élite finanziarie smantellare il contante a favore di sistemi digitali centralizzati.
I Rischi dell'Eliminazione del Contante: Privacy, Controllo e Libertà Sotto Attacco
L'eliminazione graduale del contante, che questa iniziativa cerca di contrastare, non è solo una questione di convenienza moderna.
È un passo verso un mondo in cui ogni transazione è tracciata, monitorata e potenzialmente controllata dai governi e dalle banche centrali.
Come bitcoiner, sappiamo che le CBDC – come il franco digitale che la BNS sta esplorando – sono essenzialmente valute programmabili: i governi potrebbero imporre limiti su cosa comprare, dove spendere o persino far scadere il denaro per stimolare consumi.
Questo è l'opposto di Bitcoin, dove le transazioni sono pseudonime e il controllo è nelle mani degli utenti.
Prendiamo la privacy: i contanti permettono transazioni anonime, senza lasciare tracce digitali.
In un'era di sorveglianza di massa, eliminare il contante significa che ogni acquisto – dal caffè al dono politico – diventa visibile alle autorità.
In Svizzera, dove la privacy bancaria è un pilastro storico, una transizione alle CBDC potrebbe erodere questo, permettendo al governo di monitorare abitudini e comportamenti in tempo reale. Il comitato d'iniziativa lo sottolinea: il contante è "anonimo e a prova di crisi", indipendente da reti elettriche o interessi di grandi corporation.
Senza di esso, rischiamo un "grande fratello" finanziario, dove dati sensibili finiscono in mani statali, esposti a abusi o hackeraggi.
Poi c'è il controllo governativo sulle transazioni: con il denaro digitale, i governi potrebbero bloccare fondi per motivi politici, come visto in casi di congelamento di conti durante proteste.
In Svizzera, un paese neutrale e democratico, questo potrebbe sembrare remoto, ma l'ascesa delle CBDC globali (pensate all'euro digitale o al dollaro digitale) potrebbe integrarsi con sistemi di credito sociale, limitando la libertà individuale.
L'iniziativa popolare combatte proprio questo, assicurando che il contante rimanga un'alternativa al controllo centralizzato, mentre aspettiamo che Bitcoin diventi la norma.Infine, la libertà complessiva: senza contante, dipendiamo totalmente da infrastrutture digitali vulnerabili a blackout, cyberattacchi o censure.
Immaginate un mondo in cui un guasto elettrico vi impedisce di comprare cibo – i contanti evitano questo.
Per un bitcoiner, è un ponte verso l'adozione di criptovalute decentralizzate: finché Bitcoin non è ovunque, il contante preserva l'indipendenza finanziaria contro le banche che lucrano su fees e dati.
Eliminandolo, si accelera l'adozione forzata di CBDC, che rafforzano il potere statale anziché distribuirlo.
Perché sostenere l'Iniziativa, come Bitcoiner
In attesa che Bitcoin conquisti il mainstream – con Lightning Network per pagamenti istantanei e adoption istituzionale in crescita – i contanti sono il nostro alleato contro le CBDC.
Il referendum dell'8 marzo è un test per la Svizzera: voterete per preservare la libertà monetaria o lascerete che i governi digitalizzino tutto?
Raccomando un sì all'iniziativa popolare: è più forte del controprogetto e manda un messaggio chiaro contro la sorveglianza finanziaria.
In un mondo sempre più centralizzato, difendere il contante oggi significa preparare il terreno per una vera moneta libera domani.